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sabato 26 settembre 2009

Finito. La tendopoli sta per essere smantellata e la gente spedita negli alberghi intorno alla città. La distanza, purtroppo, sarà anche di 50 km, da fare ogni giorno, andata e ritorno, per recarsi al lavoro, o a scuola, o all'università. Già adesso c'è un traffico che intimorisce, non oso immaginare l'inferno della prossima settimana. Ovindoli, Sulmona, Luco de Marsi. Ma perchè? Mi dispiace, ho l'amaro. Michele ha buttato tutta la sua roba nelle buste, anche Domenico, anche i miei vecchi coinquilini. L'hanno portata nelle macchine e via, verso le nuove destinazioni. Qualcuno farà tappa per qualche notte nella casa rotta, ma non si può stare, quindi si cambia di nuovo dimora, chissà per quanto, chissà quale sarà la prossima. La tendopoli è finita, e credo che anche questo blog.
Sono molto triste.

lunedì 7 settembre 2009

Questo fine settimana sono stata fuori. Sono tornata ieri sera, intorno alle 21. Incontro gli amici fuori dalla tendopoli, ci salutiamo, due chiacchiere, Michele entra a prendere la felpa in tenda e io l'aspetto fuori con gli altri. Torna da noi, con il muso lungo. Mi guarda, mi passa un braccio intorno alla vita e mi dice: -Devo dirti una cosa brutta-.
-Dimmi-
-Ci sta l'obbligo per chi risiede in case A di lasciare la tendopoli entro il 6 Settembre-
Il 6 Settembre era ieri, stamattina ho lasciato la tendopoli.
Durante la notte ho dormito poco, fissavo la luce blu di emergenza, che sta accesa giorno e notte ininterrottamente, e mi chiedevo come sarà dormire al buio. Al buio nero, non al buio blu. Dormire sola, che non ci dormo da 5 mesi.
Oggi il cielo era terso ma tirava un vento freddo, autunnale. Che pizzica sulle mani e sul viso e sembra porti sempre il profumo di castagne. Quello di stamane, però, mi faceva piangere, e col magone mi sono svegliata alle 7 pensando: di già?
Mentre infilavo i miei vestiti nei bustoni la coinquilina si è girata verso di me, ha scostato il lembo della coperta dal viso e mi ha osservato. Non si è staccata un istante dal mio corpo, osservava lentamente il volto, le mani, ogni gesto. Per goderselo pienamente. E solo dopo che mi sono girata e sono uscita ha sentito che si rigirava dall'altro lato.
Io non mi sono voltata indietro e non l'ho salutata.

Ho molti amici in tendopoli e ci tornerò ogni giorno almeno a prendere un caffè. Ma da oggi non ci vivo più. Mi ripeto che prima o poi doveva finire, e tutti si chiederanno di che mi lamento, visto che io una casa ancora ce l'ho. Ed è vero, ma ciò non toglie che mi dispiaccia davvero tanto. Questo è il primo passo per tornare alla normalità, almeno a quella mia. Ho lasciato persone che non sanno dove saranno tra due settimane, che il nostro campo sarà l'ultimo a essere smantellato, ma il tempo passa in fretta e quando si vive alla giornata ancora di più.
Chi vivrà, vedrà.
Anche se i post sono già sporadici, non chiuderò il blog. Aspetterò la chiusura della tendopoli.

giovedì 25 giugno 2009



A proposito di SEBACH, pochi giorni fa un amico mi ha rivelato l'arcano mistero. Sebach significa SErvizi BAgni CHimici. Non ci avevo mica pensato!

lunedì 22 giugno 2009

Non ho fatto foto, ho solo raccontato.



sabato 20 giugno 2009

Domani mattina riapriranno il centro.
Non vedo l'ora di essere lì.

lunedì 20 aprile 2009

Si Apre

Innanzitutto, buongiorno.
Oggi è una giornata uggiosa. Il cielo è nuvolo e non prospetta niente di buono.

Io sono Sara Ciambotti.
Una studentessa dell'Università de L'Aquila, che segue il corso di laurea in Culture per la Comunicazione.
Ho 24 anni e vivevo a Poggio Picenze.
La mia casa sta ancora lì, ma io no. Io vivo da due settimane nella tendopoli di Acquasanta.
Lo stadio da rugby della città.

Il mio sogno è sempre stato quello di vivere a L'aquila, ed ora l'ho realizzato.
Peccato che ora sia lei a non esserci più.
Il terremoto del 6 Aprile l'ha distrutta. Facendo crollare quasi tutto il centro storico e colpendo ferocemente la periferia ed i paesi circostanti.

Lo scopo di questo blog è quello di raccontare la nuova vita che è piombata sulle teste di tutti i miei concittadini.
Tra quotidianità e curiosi aneddoti.
Perchè anche l'arrivo delle nuove docce può essere un motivo di gioia.
Perchè anche l'arrivo della seconda mensa può farci essere felici.
Vivo in tenda con altre otto persone. Condividendo i pasti con altre 800 persone. Più o meno sconosciute.

Spero che il mio diario possa esservi d'interesse.
Altrimenti, beh, io c'ho provato.