lunedì 5 ottobre 2009

Non è vero, le tendopoli non sono state chiuse. Quelle nei paesi gestite dalle parrocchie o dagli enti locali sono ancora al loro posto, la gente non sa dove andare e rimarranno almeno fino al 15 Ottobre. Anche la tendopoli di Acquasanta sta ancora lì, più piccola ma sempre attiva. Hanno tolto la tenda della scuola, la cappella, il CSV, hanno lasciato lo stretto indispensabile, le tende, la mensa e i bagni. Giorni fa sono rientrata, mi sono fermata alla carraia e in cambio del mio documento d'identita loro mi han dato il pass visitatore. Il campo era molto più spazioso, si vedevano di nuovo le distese di brecciolino libero e non un'anima che vi passeggiava sopra. Non era più la mia tendopoli, era tutto algido, distante, tirava tanto vento, era autunno. Sotto la tettoia del caffè c'erano sedute cinque donne, le conoscevo, ho fatto colazione con loro per cinque mesi e mi sono fermata a chiacchierare. Loro non vanno via, lavorano in città e non possono permettersi di viaggiare, troppo tempo, troppi soldi, troppa fatica, tutte cose che non verranno rimborsate. Dicono che porteranno i map (case mobili), le semineranno per tutto il terreno e lo stadio da rugby diventerà un nuovo piccolo villaggio, un'alternativa gustosa e onestamente, la meno peggio. Ogni giorno c'è una riunione, ufficiale o ufficiosa, per decidere cosa fare, se andare via o rimanere, ma non si sa niente, non si sa che sarà, per ora si continua ad aspettare. Sabato scorso è andato via l'ultimo gruppo della protezione civile e dicevano che non avrebbero mandato più nessuno. Chissà che hanno deciso, non so perchè ma l'autogestione mi spaventa. Adesso, sulla strada davanti al campo tenda c'è un furgone della polizia.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Noi non ci conosciamo, però ti basta sapere che sono dell'Aquila anche io e che come te sono stato in tenda e ci sono anche tutt'ora. Come fai a dire che ti manca la tendopoli??? Sai che freddo fa lì dentro o forse no? Ah certo, te ne sei andata quando ancora si riusciva a stare seduti senza sentire le chiappe intirizzirsi. Adesso hai un tetto sopra la testa e ti lamenti? IO ammazzerei per un cristo di tetto, per un pavimento da cui non filtra acqua e ghiaia. Ma per favore.. e la cosa più lurida è che tieni anche un blog aperto sulle minchiate che dici.

StefIncazzatoNero

Anonimo ha detto...

Sara, Stefano è, come dice nella firma, incazzato nero e ha le sue ragioni, ma se la prende con te ingiustamente.
Il tuo blog me lo sono letto in un fiato, è il miglior racconto, il miglior resoconto, che ho visto in questi mesi sulle tendopoli.
Hai saputo leggere il tutto con una vena di ironia, cogliendo aspetti più o meno edificanti dell'animo umano come solo una persona veramente intelligente sa fare.
Sono convinta che non sono il dormire in branda o i bagni chimici che ti mancano, ma la vita nella comunità che si è creata, coi suoi aspetti negativi o positivi, ma in ogni caso umani.
Ti prego, non chiudere il blog, ma continua a raccontarci cosa vedi succedere, come procede la ricostruzione, tutto quello che ritieni opportuno raccontare.
Visto che non posso essere certa che lo farai, prima che tutto finisca nel nulla o nell'introvabile, mi stampo tutto e me lo tengo, che decisamente merita.
Brava, e grazie :-)
Paola

Sara ha detto...

Ti ringrazio Paola, non credevo, davvero. Sei de L'Aquila? Dove state? Un abbraccio!

Sara

Paola ha detto...

No Sara, non sono de L'Aquila, ma ho vissuto la cosa di seconda mano, occupandomi del coordinamento di un gruppo di protezione civile. Leggendo i tuoi racconti mi sono scappati parecchi sorrisi, perchè rivedevo i racconti fattimi dai miei colleghi che erano sul posto (Monticchio e Paganica per la precisione). Le liti davanti alle lavatrici, l'utilizzo proprio e improprio dei bagni, le rivolte per la cucina ... credo che in ogni campo il copione si sia ripetuto uguale.
Fino ad ora avevo letto solo esagerate esaltazioni dei soccorsi, o, dall'altra parte, critiche impietose che ferivano tutti quelli che per essere d'aiuto ci hanno messo l'anima. Buona parte dei media si sono schierati, da una parte o dall'altra, per sfruttare questa tragedia con fini più o meno politici.
Il tuo è il primo racconto che vedo che è sereno, sincero, obbiettivo, al di sopra delle parti, onesto e soprattutto reale.
Adesso basta perchè se continuo a farti complimenti finisce che ti monti la testa :D :D :D
Un abbraccio
Paola

ivana ha detto...

Ciao Sara,
seguendo le orme di Paola eccomi qua anch'io!
Complimenti per la bella scrittura, ma soprattutto per lo spirito che conservi, per la lucidità con cui descrivi la viuzza, le case, l'atmosfera..e la gramigna che cresce.
Grazie...in bocca al lupo per te, le tue asperazioni.
Un abbraccio!!!
ivana